Sabato 2 febbraio, alle 10,30, nel Salone delle bandiere del Comune di Messina, l’avv. Carmelo Briguglio ed il dott. Fabio D’Amore hanno presentato alla stampa l’associazione politico-culturale “Risorgimento messinese”.

Questo il testo della presentazione del movimento, letto da Fabio D’Amore.

Intanto vi ringrazio per essere qui presenti ed in numero così elevato.

Sono qui presenti tanti esponenti di vari movimenti e di varie formazioni politiche, ma consentitemi un solo saluto, rivolto al
dr. Antonio Perna, che dopo essersi fortemente speso per la costituzione dell’associazione e per l’organizzazione di quest’incontro, non ha potuto condividere con noi questo bel momento di gioia per improvvisi ed inderogabili impegni familiari.

Come sapete a me piace essere diretto, chiaro e sapete pure che odio il politichese e fare passerella;

Mi piace dire e soprattutto far capire in maniera inequivocabile quello che e’ il mio pensiero.

Cosi stamane, per premiare la vostra presenza non vi tediero’ a lungo ma sarò più breve del solito.

Intanto Comunico ufficialmente che, si è interrotto il mio percorso intrapreso 9 anni addietro con l’UDC, in quanto, da qualche tempo, non mi sono più sentito rappresentato dalla linea politica del partito, e non ho condiviso, come la maggioranza dei praticanti (non dei pochi iscritti), alcune fondamentali decisioni politiche assunte autonomamente con vecchie metodiche partitiche che ci hanno portato all’isolamento.

Ho detto questo propedeuticamente al mio intervento, in quanto questa e’ la stanza in cui normalmente si celebrano i matrimoni, ed io, invece, ho cominciato celebrando un DIVORZIO, ma oggi non siamo qui per questo, siamo qui per celebrare un battesimo, il battesimo di un’associazione che abbiamo chiamato RISORGIMENTO MESSINESE.

L’abbiamo chiamata così, perché ci sono molte assonanze con quel periodo.

Come tutti sapete nel 1848 a Messina scoppiarono i moti insurrezionali contro i borboni che diedero il via al risorgimento nazionale ed alla conquista della liberta’ in Italia.

In quella circostanza i messinesi si distinsero a tal punto da meritare la medaglia tra le citta’ benemerite del Risorgimento Nazionale.

A noi basterebbe conquistare la liberta’ a Messina.

Allora una grande importanza per il risveglio delle anime ebbe il Gabinetto Letterario, e noi, come alllora affiancheremo alle nostre concrete iniziative un Centro studi di diritto amministrativo rivolto agli enti locali come ha spiegato più dettagliatamente l’avvocato Briguglio.

Allora, come adesso, non se ne poteva piu’.

Più di 150 anni fa,il Risorgimento Messinese fiutava in anticipo fenomeni ed eventi culturali di respiro europeo, auspicava l’unione e la democrazia senza mostrare indulgenza verso scorciatoie separatiste od anarchiche.

E proprio come allora noi auspichiamo un risveglio dell’autostima e dell’orgoglio dei messinesi che hanno visto in questi anni la propria città violentata, usurpata, con raggiungimento di picchi di degrado mai visti.

La bella città degli anni 60, dove fiorivano le attività culturali ed economiche, dove è finita?

Dove sono finite l’industria agrumaria e dei derivati, la cantieristica, il commercio del legname, dei cereali, le officine per la riparazione delle carrozze ferroviarie?

Abbiamo perso Marisicilia e la flotta, il distretto militare, l’ospedale militare, il Registro Navi Maggiori, per cui non ci sono più navi che viaggiano per il mondo portando a poppa il nome della città di Messina.

Inoltre 4 anni di commissariamento dovuti all’ assoluta mancanza di responsabilità di esponenti prima della sinistra e poi della destra hanno portato la città alla paralisi ed al collasso.

La politica del non fare da anni soffoca ogni iniziativa.

Tanto che per fare quello per il quale sono stati deputati e pagati negli anni centinaia di politici e funzionari, e’ stato demandato un prefetto, il dr Alecci, a cui, senza piaggeria, non bisognerebbe mai stancarsi di dire grazie, che , sicuramente, farà in tempi brevi ciò che la politica per i suoi perversi meccanismi non e’ riuscita a fare in tanti anni di elucubrazioni mentali.

Noi, riguardo agli interessi della città saremo sempre per, mai contro.

Adesso basta, e’ il momento di risorgere.

Parlavo di battesimo.

PER FARE UN BATTESIMO però, CI VUOLE UN’ unione, in questo caso quella tra me e Carmelo Briguglio: il più comunista tra i fascisti ed il più fascista tra i comunisti come qualcuno scherzosamente ci indicava.

Considerata la mia proposta che tanto scalpore ha suscitato nei benpensanti del mio ex partito adusi a predicare bene e razzolare male, ci potremmo definire una coppia di fatto!

A VOLTE le storie nascono tra i banchi di scuola, e così anche la nostra e’ nata tra i banchi, quelli del consiglio comunale.

Solo che noi eravamo rispettivamente felicemente coniugati e quindi la nostra simpatia, pur se pubblicamente riscontrabile, non era potuta sfociare in una vera relazione, ma man mano che passava il tempo ci rendevamo conto che c’era più affinità tra di noi rispetto a quanta ce ne fosse con i nostri partner con i quali il rapporto andava via via logorandosi per diversità di vedute ed incomunicabilità, come spesso accade quando delle coppie unitesi molto giovani cominciano a crescere ed a conoscersi meglio.

Quindi, nel momento in cui, dopo l’ennesimo commissariamento del Comune, ci siamo incontrati ed abbiamo cominciato a parlare di tutto ciò che non funziona e che ci piacerebbe che funzionasse e su come saremmo capaci di farlo funzionare, abbiamo esaminato la cupa situazione politica, ci siamo rappresentati le nostre insoddisfazioni e rimostranze, con capacità medianiche abbiamo predetto quello che sarebbe poi successo in questi giorni e… guardandoci negli occhi ci siamo resi conto che saremo stati poco credibili con noi stessi se non avessimo per lo meno tentato di tramutare queste belle intenzioni in azioni concrete senza farle scadere in chiacchiere da amici al bar.

E come punto iniziale abbiamo creato un’associazione.

Riguardo le associazioni vorrei spendere due parole.

E’ radicato il timore che queste alla fine, vogliano rappresentare una leadership alternativa.

Eppure, alcune cose ci sembrano chiare.

Nessuno contesta il carattere insostituibile dei partiti per la vita democratica della città.

INFATTI Non e’ nostro interesse fare i politici di professione.

Chi si è impegnato nei movimenti, li ha sollecitati, promossi, talvolta guidati, dovrebbe continuare a fare il suo lavoro, e dedicare all’impegno civile e politico esclusivamente una parte del suo tempo.

Credo che ciò sia necessario per non cadere in tentazione e non cedere ai ricatti nel bisogno.

Un movimento deve avere l’effetto di rinnovare e rifondare in termini nuovi tutto il panorama dell’Amministrazione Comunale, nelle strutture, ancor più che nei gruppi dirigenti e noi vogliamo promuovere un cambio di mentalità più che di uomini.

A scanso di equivoci, voglio precisare che la critica ai gruppi dirigenti attuali è radicale, anche a causa dello scarso credito che si dà loro per un possibile cambiamento o all’idea che siano suscettibili di rinnovamento per Via interna.

Il nostro movimento, volto ad attrarre il popolo dei moderati, si caratterizza per la sua intransigenza su alcuni valori, considerati non negoziabili: l’onestà, la libertà di pensiero e di azione, la meritocrazia, la buona fede, il bene comune.

Il carattere intrattabile di questi valori nasce proprio dalla loro natura prepolitica.

Ma quando un qualcosa di assolutamente ovvio per la convivenza democratica liberale viene rimesso in discussione, umiliato e calpestato dall’azione di governo, è inevitabile che la posta in gioco diventi assolutamente fondamentale e l’intera vicenda politica, non può più essere demandata solo o maggioritariamente ai politici di professione, che non hanno l’onestà intellettuale per mettere fine al perpetuarsi dei loro privilegi ed alla salvaguardia della specie.

Noi non siamo contrari al Grillismo, perché è troppo facile sparare contro tutto e tutti in maniera qualunquistica, senza dare soluzioni, noi, invece,siamo qui stamattina per fungere da stimolo, per pungolare e promulgare una giusta azione di Governo, demandata, però anche, se non soprattutto, ai cittadini, che dovranno concretamente avere la possibilità di incidere con le proprie idee ed i propri bisogni, nel governo della propria città.

Ci sarà modo e tempo di trattare i nostri punti fondamentali con delle presentazioni, agili e snelle, dove affronteremo diverse tematiche, non in maniera qualunquistica, ma offrendo soluzioni “chiavi in mano”, sfruttando i nostri professionisti e le nostre competenze in campo tecnico ed amministrativo, fornendo anche soluzioni economicamente sostenibili .

Già ne abbiamo tante in cantiere:

sullo sviluppo turistico, su come intercettare le risorse europee,

sui servizi sociali realmente utili ed indispensabili da offrire alla popolazione, sulla mobilita’ urbana, sulla riorganizzazione e potenziamento della Protezione Civile, sulla semplificazione della macchina amministrativa e sulla riappropriazione della dignita’ civile, sulla fruizione e promozione dei forti umbertini,

sullo sviluppo dei quartieri periferici anche sfruttando le attrattive turistiche e le potenzialità derivanti dalla legge sulle municipalità, su come tagliare nettamente gli sprechi e sul risanamento delle casse comunali.

E’ in questo modo e su questi ed altri temi che si spenderanno gli amici dell’associazione, senza scadere mai nel qualunquismo E se riusciremo a portare in porto almeno 5-6 iniziative del genere, vorrà dire che il nostro tempo non e’ andato sprecato.

Il tema è essenziale. I movimenti hanno dimostrato che quella politica chiamata con disprezzo “bricolage” da alcuni ladroni nullafacenti, politicanti di mestiere, non solo è possibile ma è necessaria. Non fosse altro che come correttivo contro la burocratizzazione.

In realtà c’è qualcosa di più: una quota di politica bricolage, aperta cioè davvero al cittadino comune che continui a fare la sua vita di sempre, e che alla politica riesca a dedicare – però con efficacia e concretezza – solo alcune ore della sua giornata , è un antidoto insostituibile alla eclissi di democrazia che percorre da tempo il nostro paese.

In realtà concepire anche i partiti in modo diverso non solo è possibile ma strettamente necessario

Bisogna cioè volere che la quota di politici di professione diventi minoritaria in tutti gli organismi che contano.

E che per un altro verso, tale professione sia parziale nel tempo.

Non è possibile avere famiglie che si tramandano il potere da padre in figlio o avere le stesse persone al governo da 40 anni, sempre le stesse.

Non invecchiano mai, i loro neuroni sono integri e perpetui.

Solo noi invecchiamo… ma forse perché lavoriamo…

Bisogna fare in modo che strutture, tempi e modi dell’agire politico consentano davvero al cittadino - professionista nel suo campo - di esercitare un ruolo dirigente, servendosi di funzionari che restino davvero tali, scevri dalla componente politica.

Quante volte mi sono sentito dire in senso quasi dispregiativo… si va be, ma lui lavora…, quasi fosse una colpa… la casta vede di cattivo occhio non presenziare a tutte le riunioni di condominio in cui si disquisisce sul niente, in cui si parla in politichese, organizzate per lo più in orari improbabili per una persona normalmente occupata.

Bisogna predisporre le forme organizzative e promuovere la mentalità adeguata, per stabilizzare una voglia di partecipazione che è altissima e forse crescente fra i cittadini che però professionalmente non vogliono cambiare mestiere.

I movimenti spontanei non possono avere continuità e stabilità, per definizione. La passione civile, l’entusiasmo, l’indignazione, che li animano, sono la loro forza ma anche il motivo di un andamento incostante.

I loro nemici contano proprio su questo, ne aspettano il rapido declino, la fine. L’entusiasmo non può essere quotidiano, e dopo l’eccezionalità del sentirsi insieme subentrerà la routine, la stanchezza, l’apatia.

In parte è inevitabile.

Ma solo in parte.

Per quanto ci riguarda i motivi che ci hanno spinto ad unirci resteranno pesanti come macigni e anzi sembrano destinati ad aggravarsi per le scelte dei partiti . Essi sono poi, come abbiamo visto, prepolitici, cioè fondamentali, intrattabili.

Importante sarà tener bene in mente, con consapevolezza che un movimento di questo genere non può avere che un andamento carsico: appare, scompare, si allarga, si disperde in mille rivoli, ritrova momenti di gigantesca confluenza.

Le forme di coordinamento dovranno sapersi adattare a tale andamento, non pretendere di mantenere stabile e permanente nessun livello alto di mobilitazione, e meno che mai surrogarlo con l’organizzazione. Le nuove forme di coordinamento dovranno funzionare sempre da catalizzatore, più che da «promotore».

I coordinamenti dovranno essere come i movimenti: a geometria variabile.

Il che significa che non sempre vi saranno iniziative cittadine, appuntamenti complessivi, mobilitazioni globali.

La normalità sarà che qualcuno prenda l’iniziativa su un tema, per una circostanza, come detto in precedenza e che la cosa riesca, più o meno.

Altrimenti, se per muoversi bisognasse sempre consultarsi e decidere prima, tali movimenti non sarebbero mai nati e morirebbero subito.

Naturalmente, il successo delle prime iniziative, la dimensione assunta dai movimenti, rendono necessaria una grande responsabilità: come è contagioso il successo di una manifestazione è contagioso anche il fallimento.

Ma coordinarsi non dovrà mai diventare una paralizzante camicia di forza, una sorta di diffuso diritto di veto, come se sulla spontaneità dei movimenti si potessero vantare copyright.

Bisognerà tenere sempre presente la necessità di trasparenza e la necessità di evitare inquinamenti e provocazioni.

Un aspetto ci tengo poi a precisare è cioè: “che un movimento deve rimanere senza leader non deve restare un’ipocrisia”.

Deve effettivamente essere così. Nessuno deve pensare di poter parlare a nome di tutti.

ALTRIMENTI CREEREMMO ALTRI PICCOLI PARTITI VERTICISTICI E CI SOSTITUIREMMO A QUELLI CHE NOI ADESSO CRITICHIAMO FORTEMENTE.

Con questo spirito bisognerà saper fare i conti con l’altro aspetto, altrettanto inevitabile, dei movimenti spontanei: la presenza nei mass media dipenderà dalla notorietà pregressa dei suoi componenti e talora dal caso.

Quindi bisognerà solo affidare alla reciproca sensibilità, al senso di comunanza plurale, o alla capacità di prendere ulteriori e migliori iniziative, la capacità di non finire in leaderismi controproducenti.

Le battaglie si fanno per vincerle.

Ma non si può decidere di fare una battaglia solo se si ha la certezza di vincerla.

Tale certezza non c’è mai. Bisogna decidere di fare le battaglie se vi è la ragionevole speranza di vincerle, insieme alla necessità di opporsi a quanto viene proposto di antidemocratico che non lascia alternative.

Proprio da questo è nata l’idea di creare un movimento ed il coinvolgimento di tutte quelle persone, oggi presenti in gran numero, con le quali nel quotidiano condividiamo lo stesso modo di pensare e di agire e con le quali abbiamo più volte affrontato questi argomenti.

Ed avendo avuto risposte entusiastiche, assolutamente superiori alle previsioni, abbiamo cominciato a studiare i meccanismi che ci hanno portato a questa presentazione odierna.

Un altro grosso rischio, quando si parla di associazioni è che la gente, giustamente, subito le analizzi con una buona dose di diffidenza ponendosi le classiche domande: chi sono, cosa vogliono da noi, dove vogliono arrivare…

Ed ha pure ragione.

Infatti c’è una disaffezione alla politica che ha toccato in questi giorni vette inimmaginabili, forse mai raggiunte neanche ai tempi del passaggio tra prima e seconda repubblica

In un periodo in cui vediamo i massimi rappresentanti delle istituzioni sputarsi al Senato, o il Governatore della nostra regione essere condannato a 5 anni e festeggiare con i cannoli o il perpetrarsi di odiosi, inutili ed impopolari privilegi come rappresentati al pubblico nel libro la casta, o la truffa perpetrata con i referendum, nei quali non viene restituito ai cittadini la possibilità di votare direttamente un loro esponente, ma viene semplicemente sostituita una forma di potere con un’altra per lasciare sempre il potere nelle mani, non del popolo, ma dei pupari, osservando tutto questo la gente e’ disgustata e si allontana dalla politica

BENE, PURE NOI SIAMO DISGUSTATI.

E QUESTO VI SEMBRERA’ STRANO.

MA SE ANALIZZATE CHE SIAMO GLI UNICI AD AVER ABBANDONATO POSIZIONI CERTE PER PERSEGUIRE UN IDEALE, FORSE UN SOGNO, CREDO CHE DOVREMMO GODERE ALMENO DELLA MASSIMA CREDIBILITA’ , NONOSTANTE LE CAMPAGNE DENIGRATORIE ED ESSERE MERITORI DELLA VOSTRA ATTENZIONE.

Il nostro biglietto da visita è questo, quello che abbiamo fatto fin ora nella nostra vita, professionale e politica, che rilanciamo sul piatto, rimettendoci in gioco, perché crediamo che la nostra città non possa essere soffocata da una cappa di interessi, di veti incrociati finalizzati alla gestione di potere, che ne bloccano lo sviluppo ed anzi ne determinano una regressione che porta i nostri figli all’emigrazione.

E non voglio essere demagogico quando parlo di emigrazione, perché così si chiama, anche se adesso si maschera con termini quali globalizzazione, mercato comune, unione europea eccetera, eccetera…

LA VERITA’ E’ CHE SENZA SVILUPPO LA NOSTRA CITTA’ STA INVECCHIANDO E MORENDO, NON OFFRE NULLA AI GIOVANI E NON E’ UN CASO CHE QUEST’ANNO 387 GIOVANI LAUREATI ABBIANO LASCIATO LA CITTA’;

CHIAMATELA COME VOLETE, L’EMIGRANTE NON E’ SOLO QUELLO CHE PARTIVA PER FAME CON LA BORSA DI CARTONE ED IL RICORDO DELLA PROPRIA CITTA’ NEL CUORE,

EMIGRANTI SONO TUTTI QUELLI CHE SONO COSTRETTI A LASCIARE LA PROPRIA CITTA’ PUR CON TITOLI DI STUDIO, MASTER E QUANT’ALTRO PER MANCANZA DI ALTERNATIVE, CREANDO UN CIRCOLO VIZIOSO CHE AUMENTA L’IMPOVERIMENTO E CREA LE CONDIZIONI PER UN SISTEMA OLIGARCHICO E CLIENTELARE .

Noi non ci stiamo e più e faremo sentire la nostra voce nelle sedi competenti, cercando di incidere direttamente sui problemi.

Ripeto: Abbiamo dei punti da perseguire e riteniamo che se centriamo questi abbiamo parzialmente ottemperato al nostro compito.

Argomenti come quelli accennati, sviluppo turistico, vivibilità della città, ordine e sicurezza, semplificazione della macchina amministrativa, rivisitazione della politica tributaria del comune, infrastrutture, viabilità, riacquisizione della dignità sociale,servizi sociali mirati alla persona, possono trovare ampie convergenze ed e’ questo il momento di far valere i nostri principi.

Vogliamo essere rivoluzionari nel metodo e nella sostanza,

con SEMPRE BEN IN VISTA LA COSTITUZIONE , e sarebbe già questa un’idea rivoluzionaria

Niente chiacchiere e politichese ma idee e progetti concreti proposti gratuitamente dai migliori professionisti di qualunque colore essi siano, purché competenti.

Abbattimento degli sprechi, e sono tanti

Valorizzazione concreta delle donne, perché siamo convinti, subendone quotidianamente da mariti le dirette conseguenze, che la pervicacia e la determinazione della donna nel raggiungere i suoi obiettivi non abbia eguali tra le specie viventi della galassia, e così, per una volta, questo aspetto sarebbe sfruttabile per uno scopo nobile….

Ristimolare l’amore dei Messinesi verso la città: ma vi rendete conto che ci sono riusciti a Catania e Reggio? ma pensate che noi abbiamo qualcosa meno di loro?

Per fare questo, però, abbiamo bisogno di tutti voi, e di tutti quelli che credono di essere padroni del proprio destino, che vogliono riappropriarsi di quanto gli spetta di diritto e che viene spacciato come una concessione; per difendere il nostro futuro abbiamo bisogno di essere sospinti dalla forza delle vostre idee e dal vento dei vostri ideali.

NON FINIRO’ MAI DI RINGRAZIARE i tantissimi amici che hanno riposto in noi la loro fiducia e ci hanno rappresentato la voglia di spendersi insieme e, confortandoci e sostenendoci, ci stanno dando la forza e la spinta necessarie a proseguire in questa avventura, senza farci ammaliare dalle sirene incantatrici e senza lasciarci abbattere dagli innumerevoli ostacoli che quotidianamente ci vengono collocati innanzi.

Infine, non essendoci stato oggi il tempo necessario per soddisfare adeguatamente tutte le richieste di quanti avrebbero voluto rappresentare il proprio pensiero in questa prima riunione, COME E’ GIUSTO CHE SIA, SARANNO LORO, INSIEME A TUTTI QUELLI CHE OGGI sposeranno LA NOSTRA FILOSOFIA, ADERENDO ALL’ASSOCIAZIONE, A PORTARE AVANTI I PUNTI PROGRAMMATICI NELLE PROSSIME OCCASIONI ED AVRANNO MODO DI SPENDERSI E FAR SENTIRE VIBRATAMENTE LA NOSTRA VOCE NELLE SEDI OPPORTUNE.

Grazie per l’attenzione