Non può durare a lungo una storia che è nata per mero opportunismo e rischia di incidere pesantemente sulle sorti di un’intera comunità.

Le dichiarazioni dell’amico senatore Gianpiero D’Alia sono pienamente condivise da Risorgimento messinese che mi onoro di rappresentare unitamente ai due consiglieri Salvatore Serra e Nino Carreri, gli unici che in tempi non sospetti non hanno avuto paura di evidenziare l’inefficacia dell’operato del Sindaco Buzzanca.

Oggi ritroviamo parte dell’Udc sulle posizioni da noi indicate e questo conferma che non eravamo dei visionari quando qualche giorno fa prospettavamo al primo cittadino la necessità di una via d’uscita politica pienamente condivisa.

Di fatto Buzzanca insiste nel non fare, insiste nel difendere l’indifendibile, insiste nel chiamare “folli” coloro che intravedono il baratro dietro l’angolo.

Il senatore D’Alia ha dunque riconosciuto la poca lucidità di un Sindaco che si è incartato di fronte alla crisi economica e sociale che ha investito pesantemente Messina.

Anch’egli ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori quando insieme si condivideva la strategia per fare risorgere la gloriosa Zancle senza incamminarsi lungo scorciatoie che alla fine si sono rivelate vicoli ciechi.

I mali sono sotto gli occhi di tutti: la presenza in Giunta di assessori quanto mai ingombranti,  l’impossibilità di operare con serenità ed equilibrio per i troppi vincoli di coalizione  (come testimonia la “carta geografica” delle nomine per il collegio di difesa del Comune), la necessità di una politica di contenimento delle spese senza che questa sia stata seriamente perseguita ed anzi ridicolizzata dai comportamenti non certo all’insegna della sobrietà da parte di alcuni esponenti della stessa Giunta, la mancata assunzione di responsabilità nei confronti delle nomine delle società partecipate che vanno governate secondo logiche d’impresa e last but not least  l’incapacità di ottenere per questa martoriata città la giusta attenzione dai Governi amici.

Tutto questo alla fine è stato visto anche dal senatore D’alia al quale non manca certo il senso della messinesità e finalmente ha deciso di tornare all’antico con Messina veramente über alles ed il resto in secondo piano.

Speriamo quindi, che, dopo le giuste parole di biasimo seguano i fatti ed anche la parte illuminata dell’Udc si unisca a coloro che tengono veramente alla città e non intendono svenderla per un piatto di lenticchie poiché l’unica soluzione individuata per salvarla è stata la promessa di una “paurosa” dismissione d’immobili che chiaramente non siamo disposti ad accettare per rispetto di noi stessi e dei nostri padri che hanno impegnato le risorse della Comunità per dotarsi con il “mattone” di solidità e credibilità amministrativa.

Qualità queste che evidentemente non appartengono all’attuale primo cittadino.

 

Fabio D’Amore, candidato sindaco di Risorgimento messinese

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