Sig. sindaco Giuseppe Buzzanca,

nella qualità di rappresentante del terzo polo cittadino le chiedo di non nascondersi dietro le enormi difficoltà (a mio avviso politiche piuttosto che economiche) in cui Ella si sta dibattendo.

 All’atto della presentazione della mia candidatura a sindaco della città di Messina, insieme ai rappresentanti di tre liste civiche, sapevamo che chiunque avesse vinto in questa tornta elettorale avrebbe dovuto sposare misure anche impopolari per ridare un futuro alla nostra terra.

Messina  ha dato fin troppo in termini di agi e prebende alla sua classe politica ed è arrivato il momento che i veri politici restituiscano qualcosa di tangibile a questo martoriato territorio.

Occorre quindi ricordarle che in questi primi 180 gioni Lei non è riuscito ad imprimere una rotta chiara al mandato che i messinesi le hanno conferito.

Titubanze che non possono più essere tollerate, per il semplice fatto che della casa che brucia rischiamo di non  trovare nemmeno più i muri, anche perché, secondo le ultime notizie da lei stesso fornite, vorrebbe  vendersi pure quelli .

A nome di quei 12.344 elettori che ho l’onore di rappresentare e che hanno votato un programma ed un sistema di gestione diverso da quello che Lei  in sintonia con il passato continua a proporre, le chiediamo di non usare l’arma del ricatto per tener a bada la riottosa coalizione che dovrebbe sostenerla e piuttosto di dare  un senso alla sua elezione.

A nostro avviso un vero Sindaco, a fronte di quella “scandalosa” situazione che lei stesso denuncia, si sarebbe, quanto meno, dovuto rivolgere ai cittadini per comunicare quali  sono esattamente i problemi e soprattutto le soluzioni per risolverli .

Imperterrito, invece Lei ha continuato a snobbare il Consiglio comunale che non conosce una sola delibera degna di nota, ne tanto meno ricorda una sua apparizione, fatta eccezione per il giorno dell’insediamento.

Invece di offrire trasparenza all’attività amministrativa Lei ha preferito intrattenere rapporti nel chiuso delle sue stanze, dalle quali è uscito di tanto in tanto per distribuire pillole di sano ottimismo e qualche  spot  propagandistico, insieme a decine di “determine” dirigenziali e sindacali ignote ai più.

Anche i suoi alfieri fanno fatica a giustificare tale atteggiamento e la riprova sta nei “mal di pancia” dei suoi stessi alleati e nelle continue prese di posizione interne alla Pdl che hanno generato più difficoltà di tutta l’ “opposizione” messa insieme.

Le promesse elettorali di una gestione condivisa dai governi regionale e nazionale si sono rivelate un autentico boomerang per la sua persona e per la città, che continua a soffrire il disimpegno di Roma e Palermo nell’ignavia di deputati incapaci persino di far sentire la loro voce.

Non vogliamo addentrarci in toto sulle problematiche che hanno coinvolto in questi ultimi mesi l’intera città ma non possiamo esimerci dal riepilogarne alcune.

La prima vicenda, che l’ha trascinata emotivamente e personalmente, è stata quella del calcio.

Siamo stati noi di Risorgimento messinese a portare in città il primo imprenditore esterno all’indomani della sua dichiarazione di resa sulla possibilità di trovare investitori volenterosi in grado di consentire il salvataggio della squadra mediante il cosiddetto lodo Petrucci.

Abbiamo creduto con tutte le nostre forze in quella possibilità e speravamo in un suo aiuto.

Oggi crediamo di poter affermare che proprio il suo atteggiamento, poco sereno ed irritabile, abbia contribuito pesantemente alla mancata soluzione.

Tutte le strade sono state abilmente disseminate di ostacoli e alla fine l’imprenditore, dopo essere stato definito quasi un poco di buono, ha gettato la spugna lasciando i tifosi, la città e tutto l’indotto sportivo che ruotava attorno ad una grande esperienza calcistica, in “braghe di tela”.

Le vertenze occupazionali, che hanno accompagnato sin dall’inizio la nuova esperienza amministrativa, non hanno trovato ad oggi una (che sia una) soluzione.

La Molini Gazzi ha chiuso nell’indifferenza del Comune e della Provincia.

I precari della navigazione sono stati abbandonati a loro stessi e qualcuno vuol far credere che l’inaugurazione della metropolitana del mare potrà servire a colmare il gap occupazionale che si sta generando con la smobilitazione del vettore pubblico.

I vertici dell’Ato 3 e dell’Amam (che continuano ad essere gestite dai suoi “nemici” politici) non hanno subito il naturale turn-over perché alla porta bussano troppi amici da accontentare che diventerebbero facilmente troppi nemici da affrontare.

Ed ancora Messinambiente continua ad operare con un aggravio di costi dovuti alla pianta organica stracolma e ai costi di conferimento in discarica, nel mentre i vecchi mezzi per la raccolta sono ridotti ai minimi termini e si avvicinano periodi di difficoltà economica anche per questi lavoratori per i quali la sua Amministrazione non ha prodotto un bel nulla!

Qundi l’Atm, che continua ad essere un disastro di debiti e di malagestione e quel che è peggio le parole di speranza nel rilancio di questa azienda che la sua amministrazione alimenta settimanalmente, addossando la colpa del disastro a quel governo regionale che pochi mesi fa era il suo governo amico!

Restano poi le vicende occupazionali “in house”:

Feluca liquidata o comunque in coma vegetativo con diciassette dipendenti senza stipendio da dieci mesi;

Maggioli senza speranza se non quella di essere inseriti nel nuovo “mastodonte” dell’entrate Zancle, che prima non piaceva (quando a gestirla sarebbero stati altri soggetti) e che oggi ridiventa interessante;

Cooperative sociali al collasso e scontro in atto tra chi come noi vuole chiudere l’esperienza dell’Istituzione e chi invece ne auspica la restaurazione. e nel bel mezzo i bisogni delle povera gente che attende l’assistenza!

Articolisti n fibrillazione perché rischiano di vedersi cancellati di punto in bianco dalla storia di questa città (ed a proposito di questi soggetti, che da vent’anni sperano in una stabilizzazione, vorremmo ricordarLe che anche la proroga dei contratti, qual’ora fosse possibile senza il rischio paventato dal ministro Brunetta di chiudere definitivamente l’esperienza da precari, non sarà mai  nulla di eccezionale per questi ragazzi, ormai non più tali, che qualche anno fa erano considerati dei fortunati - avendo ricevuto una opportunità lavorativa attraverso le graduatorie del collocamento - ed invece si avviano, bene che vada, ad essere i  poveri di domani non avendo ancora messo da parte alcun contributo pensionistico).

Alla luce di queste brevi considerazioni, da addetto ai lavori, mi pare evidente quale sia stato l’impegno della sua Amministrazione nei confronti della città ed oggi, alla luce delle Sue ultime dichiarazioni,  è bene che tutti i cittadini sappiano la triste verità.

Con un dietro front improvviso, Lei ha finalmente gettato la maschera che aveva fatto indossare persino ai suoi  più stretti collaboratori, per coprire una voragine che anche il commissario Sinatra aveva evidenziato.

Ha richiamato i suoi consiglieri all’ordine chiedendo loro di serrare le fila ed inghiottire l’ennesima polpetta avvelenata dei debiti fuori bilancio che spuntano come funghi!

A chi, come noi, sosteneva la necessità del rigore amministrativo per venire a capo delle emergenze è stato appioppato l’aggettivo di “sobillatori”, ma questo rimane titolo qualificante  in un contesto di  ignavi .

Oggi l’unica soluzione che lei trova per venire a capo della situazione è minacciare i rappresentanti della collettività (e quindi la collettività stessa) con la concreta possibilità che il Comune di Messina vada incontro al dissesto finanziario e con esso tutto il poco che resta dell”economia  messinese.

Già durante la campagna elettorale, quando una delle forze politiche che oggi la sostiene aveva auspicato tale eventualità, avevamo ribadito con forza che “è meglio un pessimo sindaco di un ottimo commissario.

Continuiamo ad esserne convinti ed a fronte di un dissesto che manterrebbe comunque in grossa parte privilegi e stipendi all’amministrazione comunale (che sicuramente chi sarebbe costretto a pagarne  le gravi conseguenze in termini economici ed occupazionali  non potrebbe capire, con gravi rischi per l’ordine pubblico), sarebbe meglio una severa politica contro gli sprechi, che mi sembra non sia stata ancora attuata in termini di missioni, arredi, difesa del comune contro ricorrenti etc, e le chiediamo, prima di farsi tentare dal dissesto, di varare un “governo di salute pubblica” con dentro tutti i “big” della politica nostrana senza guardare al colore politico, partendo dall’onorevole Briguglio passando dal senatore D’alia fino ad arrivare all’onorevole Genovese, all’onorevole Lo Monte, all’onorevole Crimi, all’onorevole Garofalo e al senatore Nania, al senatore Scilipoti, all’on. Germanà, in modo tale da poter ricevere un aiuto concreto come Catania, che ha avuto il solo merito di avere un politico come l’onorevole Lombardo capace di attrarre risorse,  un finanziamento di  almeno  140 milioni di euro, più la restituzione dei milioni di euro  maldestramente sottrattici con l’abolizione dell’ici  nel silenzio generale.

Pertanto tutti i nostri titolati attori politici si spostino dai salotti buoni romani e scendano in prima persona nei luoghi dove raccolgono i voti, non più personali visto che il balordo sistema elettorale prevede deleghe in bianco sulla base delle indicazioni dei signorotti più potenti che gestiscono il potere centrale.

Si sforzino di meritare quella fiducia  che in verità non è più rivolta a loro ma ad un simbolo piuttosto che ad un pifferaio magico.

Una fiducia che ogni volta è speranza ma che puntualmente si è rivelata tradimento!

f.to Fabio D’Amore

Candidato Sindaco Risorgimento messinese

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