Comunicato stampa RM: Messina über alles

26 Novembre 2008 da admin


Non può durare a lungo una storia che è nata per mero opportunismo e rischia di incidere pesantemente sulle sorti di un’intera comunità.

Le dichiarazioni dell’amico senatore Gianpiero D’Alia sono pienamente condivise da Risorgimento messinese che mi onoro di rappresentare unitamente ai due consiglieri Salvatore Serra e Nino Carreri, gli unici che in tempi non sospetti non hanno avuto paura di evidenziare l’inefficacia dell’operato del Sindaco Buzzanca.

Oggi ritroviamo parte dell’Udc sulle posizioni da noi indicate e questo conferma che non eravamo dei visionari quando qualche giorno fa prospettavamo al primo cittadino la necessità di una via d’uscita politica pienamente condivisa.

Di fatto Buzzanca insiste nel non fare, insiste nel difendere l’indifendibile, insiste nel chiamare “folli” coloro che intravedono il baratro dietro l’angolo.

Il senatore D’Alia ha dunque riconosciuto la poca lucidità di un Sindaco che si è incartato di fronte alla crisi economica e sociale che ha investito pesantemente Messina.

Anch’egli ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori quando insieme si condivideva la strategia per fare risorgere la gloriosa Zancle senza incamminarsi lungo scorciatoie che alla fine si sono rivelate vicoli ciechi.

I mali sono sotto gli occhi di tutti: la presenza in Giunta di assessori quanto mai ingombranti,  l’impossibilità di operare con serenità ed equilibrio per i troppi vincoli di coalizione  (come testimonia la “carta geografica” delle nomine per il collegio di difesa del Comune), la necessità di una politica di contenimento delle spese senza che questa sia stata seriamente perseguita ed anzi ridicolizzata dai comportamenti non certo all’insegna della sobrietà da parte di alcuni esponenti della stessa Giunta, la mancata assunzione di responsabilità nei confronti delle nomine delle società partecipate che vanno governate secondo logiche d’impresa e last but not least  l’incapacità di ottenere per questa martoriata città la giusta attenzione dai Governi amici.

Tutto questo alla fine è stato visto anche dal senatore D’alia al quale non manca certo il senso della messinesità e finalmente ha deciso di tornare all’antico con Messina veramente über alles ed il resto in secondo piano.

Speriamo quindi, che, dopo le giuste parole di biasimo seguano i fatti ed anche la parte illuminata dell’Udc si unisca a coloro che tengono veramente alla città e non intendono svenderla per un piatto di lenticchie poiché l’unica soluzione individuata per salvarla è stata la promessa di una “paurosa” dismissione d’immobili che chiaramente non siamo disposti ad accettare per rispetto di noi stessi e dei nostri padri che hanno impegnato le risorse della Comunità per dotarsi con il “mattone” di solidità e credibilità amministrativa.

Qualità queste che evidentemente non appartengono all’attuale primo cittadino.

 

Fabio D’Amore, candidato sindaco di Risorgimento messinese

Solidarietà tangibile ai lavoratori dell’ATM

19 Novembre 2008 da admin

Verrà votato nella prima seduta utile un ordine del giorno presentato stamani dai rappresentanti di Risorgimento messinese Nino Carreri e Salvatore Serra e firmato anche dai consiglieri:Barbalace, Barrile, Burrascano, Calabrò, Cantello, Caprì, Cucinotta, David, Guerrera, Pergolizzi, Previti, Sauta, Vaccarino, Zuccarello.

L’iniziativa dei due rappresentanti del terzo polo e dei 14 consiglieri che l’hanno controfirmata ha come obiettivo una solidarietà tangibile nei confronti dei lavoratori dell’ATM che superando gli steccati imposti dalle coalizioni mira a far sentire vicino il Consiglio comunale alle loro sorti.

Solo un terzo dei consiglieri ha difatto firmato il documento ma la speranza è che nelle prossime ore l’iniziativa possa essere sposata dall’intero Consiglio. Sicuramente un segnale per non fare sentire sole molte famiglie messinesi in evidente difficoltà economica per il perdurare della crisi dell’Azienda trasporti. 

Questo l’ordine del giorno:

Ordine del giorno

 

Il consiglio Comunale,

considerato

l’esito dell’incontro di giorno 18.11.2008 con l’assessore Bufardeci, durante il quale sono stati garantiti solo 2.5 milioni di euro rispetto ai circa 9 necessari per  far fronte ai  debiti dell’ATM;

che tale somma sarà sufficiente a pagare soltanto la mensilità di settembre con i relativi contributi o al massimo le mensilità di settembre e ottobre senza contributi previdenziali;

che sembrano alquanto incerti i tentativi di finanziamento che l’amministrazione vorrebbe attivare tramite istituti bancari;

che l’assessore regionale ha categoricamente escluso la possibilità di ulteriori finanziamenti regionali;

che ad oggi quindi non vi sono certezze su come far fronte al pagamento delle restanti mensilità sino alla fine dell’anno in corso;

che i lavoratori pagano per colpe non loro e per la “malagestio” amministrativa che anche il dirigente regionale Falgares ha voluto evidenziare nell’incontro tenutosi a Palermo;

ritenuto che non si intravedono facili ed immediate risoluzioni della vicenda,

 

impegna l’amministrazione

 

a reperire  tra  tutti i capitoli di bilancio e tra i P.E.G. dei dirigenti  somme da destinare a questo scopo ed in segno di solidarietà,

si impegna

 

a bloccare nell’immediato i propri emolumenti di consiglieri comunali per metterli a disposizione dell’Amministrazione stessa

ed esorta

il Sindaco e gli assessori a fare altrettanto, dando la disponibilità  del proprio corrispettivo, se percepito, per far si che, questa insieme ad altre iniziative,serva , almeno in parte, ad esprimere con i fatti la propria solidarietà a chi sta peggio e far trascorrere ai dipendenti dell’ATM  delle festività meno amare.

 

Messina, 19.11.2008

In risposta a Buzzanca, un Sindaco dai riflessi lenti…

17 Novembre 2008 da admin


Che il momento fosse “serio” il Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, lo avrebbe dovuto sapere prima di proporre la sua candidatura a primo cittadino, ma prendiamo atto che  lo scopre solo adesso. Un primo cittadino dai riflessi parecchio lenti se riesce a cogliere la crisi del “sistema Messina” (in tutta la sua gravità) dopo oltre 180 giorni dall’insediamento a Palazzo Zanca

Etichettare con la parola “farneticante” una proposta come la nostra, che invece è esclusivamente frutto del buon senso, offre efficacemente la misura del personaggio che vorrebbe amministrare questa terra.

Siamo di fronte ad un politico in grave difficoltà nella   gestione di una situazione straordinaria (come peraltro avevamo già preannunziato in campagna elettorale) ma non tanto  per demeriti propri quanto piuttosto per l’oggettiva impossibilità di offrire risposte valide senza per questo scontentare i tanti “clientes” che giornalmente si accalcano dietro la sua porta.

Per far  fronte a tutto ciò non riesce ad immaginare niente di meglio che il dissesto, cercando di farlo passare come la panacea di tutti mali e non come il de profundis per la città di Messina e la sua imprenditoria, con gravissime ripercussioni  occupazionali e sociali a fronte del mantenimento dei privilegi del Sindaco e della sua Giunta.

Tutto ciò ci sembra intollerabile!!!!

Ed allora ribadiamo il concetto: Buzzanca cambi registro, abbandoni le vecchie logiche di potere, faccia come ha fatto Lombardo a Catania ed imponga ai vertici romani che l’hanno sostenuto un provvedimento ad  hoc per Messina, e, visto che non ce la fa da solo,  formi una giunta di salute pubblica con dentro tutti coloro che sono in grado di farsi sentire dal cosiddetto “governo amico” e  con il “padrone del vapore”, fino ad oggi capace soltanto di scipparci dei fondi ex Fintecna tra il loro assordante silenzio .

Ed a scanso di equivoci, visto che già qualcuno lo ha perfidamente ipotizzato, ribadiamo che  Risorgimento messinese (come ha ampiamente dimostrato in questi mesi) non è alla ricerca di posti al sole ma soltanto di  soluzioni per Messina!

Intanto appuriamo che a Catania  i rappresentanti della città etnea hanno trovato ascolto e non vogliamo credere che la deputazione messinese sia da meno

Ed infine un consiglio al primo cittadino: prima di esprimere con faccia truce ed accigliata la parola “farneticante” ricordi che la follia sta in coloro che pensano di poter indicare a lungo la luna meditando che tanto si può sempre dire che era troppo lontana da raggiungere.

Concretezza è quello che si chiede ad un Sindaco tanto in difficoltà  da aver perso anche la fiducia di coloro che pensavano di aggiustare la baracca scrivendo il libro delle buone intenzioni.

 

 Fabio D’Amore

Candidato sindaco di Risorgimento Messinese

La soluzione non è il dissesto.Buzzanca azzeri la Giunta e metta alla prova i “big” nazionali

17 Novembre 2008 da admin

Sig. sindaco Giuseppe Buzzanca,

nella qualità di rappresentante del terzo polo cittadino le chiedo di non nascondersi dietro le enormi difficoltà (a mio avviso politiche piuttosto che economiche) in cui Ella si sta dibattendo.

 All’atto della presentazione della mia candidatura a sindaco della città di Messina, insieme ai rappresentanti di tre liste civiche, sapevamo che chiunque avesse vinto in questa tornta elettorale avrebbe dovuto sposare misure anche impopolari per ridare un futuro alla nostra terra.

Messina  ha dato fin troppo in termini di agi e prebende alla sua classe politica ed è arrivato il momento che i veri politici restituiscano qualcosa di tangibile a questo martoriato territorio.

Occorre quindi ricordarle che in questi primi 180 gioni Lei non è riuscito ad imprimere una rotta chiara al mandato che i messinesi le hanno conferito.

Titubanze che non possono più essere tollerate, per il semplice fatto che della casa che brucia rischiamo di non  trovare nemmeno più i muri, anche perché, secondo le ultime notizie da lei stesso fornite, vorrebbe  vendersi pure quelli .

A nome di quei 12.344 elettori che ho l’onore di rappresentare e che hanno votato un programma ed un sistema di gestione diverso da quello che Lei  in sintonia con il passato continua a proporre, le chiediamo di non usare l’arma del ricatto per tener a bada la riottosa coalizione che dovrebbe sostenerla e piuttosto di dare  un senso alla sua elezione.

A nostro avviso un vero Sindaco, a fronte di quella “scandalosa” situazione che lei stesso denuncia, si sarebbe, quanto meno, dovuto rivolgere ai cittadini per comunicare quali  sono esattamente i problemi e soprattutto le soluzioni per risolverli .

Imperterrito, invece Lei ha continuato a snobbare il Consiglio comunale che non conosce una sola delibera degna di nota, ne tanto meno ricorda una sua apparizione, fatta eccezione per il giorno dell’insediamento.

Invece di offrire trasparenza all’attività amministrativa Lei ha preferito intrattenere rapporti nel chiuso delle sue stanze, dalle quali è uscito di tanto in tanto per distribuire pillole di sano ottimismo e qualche  spot  propagandistico, insieme a decine di “determine” dirigenziali e sindacali ignote ai più.

Anche i suoi alfieri fanno fatica a giustificare tale atteggiamento e la riprova sta nei “mal di pancia” dei suoi stessi alleati e nelle continue prese di posizione interne alla Pdl che hanno generato più difficoltà di tutta l’ “opposizione” messa insieme.

Le promesse elettorali di una gestione condivisa dai governi regionale e nazionale si sono rivelate un autentico boomerang per la sua persona e per la città, che continua a soffrire il disimpegno di Roma e Palermo nell’ignavia di deputati incapaci persino di far sentire la loro voce.

Non vogliamo addentrarci in toto sulle problematiche che hanno coinvolto in questi ultimi mesi l’intera città ma non possiamo esimerci dal riepilogarne alcune.

La prima vicenda, che l’ha trascinata emotivamente e personalmente, è stata quella del calcio.

Siamo stati noi di Risorgimento messinese a portare in città il primo imprenditore esterno all’indomani della sua dichiarazione di resa sulla possibilità di trovare investitori volenterosi in grado di consentire il salvataggio della squadra mediante il cosiddetto lodo Petrucci.

Abbiamo creduto con tutte le nostre forze in quella possibilità e speravamo in un suo aiuto.

Oggi crediamo di poter affermare che proprio il suo atteggiamento, poco sereno ed irritabile, abbia contribuito pesantemente alla mancata soluzione.

Tutte le strade sono state abilmente disseminate di ostacoli e alla fine l’imprenditore, dopo essere stato definito quasi un poco di buono, ha gettato la spugna lasciando i tifosi, la città e tutto l’indotto sportivo che ruotava attorno ad una grande esperienza calcistica, in “braghe di tela”.

Le vertenze occupazionali, che hanno accompagnato sin dall’inizio la nuova esperienza amministrativa, non hanno trovato ad oggi una (che sia una) soluzione.

La Molini Gazzi ha chiuso nell’indifferenza del Comune e della Provincia.

I precari della navigazione sono stati abbandonati a loro stessi e qualcuno vuol far credere che l’inaugurazione della metropolitana del mare potrà servire a colmare il gap occupazionale che si sta generando con la smobilitazione del vettore pubblico.

I vertici dell’Ato 3 e dell’Amam (che continuano ad essere gestite dai suoi “nemici” politici) non hanno subito il naturale turn-over perché alla porta bussano troppi amici da accontentare che diventerebbero facilmente troppi nemici da affrontare.

Ed ancora Messinambiente continua ad operare con un aggravio di costi dovuti alla pianta organica stracolma e ai costi di conferimento in discarica, nel mentre i vecchi mezzi per la raccolta sono ridotti ai minimi termini e si avvicinano periodi di difficoltà economica anche per questi lavoratori per i quali la sua Amministrazione non ha prodotto un bel nulla!

Qundi l’Atm, che continua ad essere un disastro di debiti e di malagestione e quel che è peggio le parole di speranza nel rilancio di questa azienda che la sua amministrazione alimenta settimanalmente, addossando la colpa del disastro a quel governo regionale che pochi mesi fa era il suo governo amico!

Restano poi le vicende occupazionali “in house”:

Feluca liquidata o comunque in coma vegetativo con diciassette dipendenti senza stipendio da dieci mesi;

Maggioli senza speranza se non quella di essere inseriti nel nuovo “mastodonte” dell’entrate Zancle, che prima non piaceva (quando a gestirla sarebbero stati altri soggetti) e che oggi ridiventa interessante;

Cooperative sociali al collasso e scontro in atto tra chi come noi vuole chiudere l’esperienza dell’Istituzione e chi invece ne auspica la restaurazione. e nel bel mezzo i bisogni delle povera gente che attende l’assistenza!

Articolisti n fibrillazione perché rischiano di vedersi cancellati di punto in bianco dalla storia di questa città (ed a proposito di questi soggetti, che da vent’anni sperano in una stabilizzazione, vorremmo ricordarLe che anche la proroga dei contratti, qual’ora fosse possibile senza il rischio paventato dal ministro Brunetta di chiudere definitivamente l’esperienza da precari, non sarà mai  nulla di eccezionale per questi ragazzi, ormai non più tali, che qualche anno fa erano considerati dei fortunati - avendo ricevuto una opportunità lavorativa attraverso le graduatorie del collocamento - ed invece si avviano, bene che vada, ad essere i  poveri di domani non avendo ancora messo da parte alcun contributo pensionistico).

Alla luce di queste brevi considerazioni, da addetto ai lavori, mi pare evidente quale sia stato l’impegno della sua Amministrazione nei confronti della città ed oggi, alla luce delle Sue ultime dichiarazioni,  è bene che tutti i cittadini sappiano la triste verità.

Con un dietro front improvviso, Lei ha finalmente gettato la maschera che aveva fatto indossare persino ai suoi  più stretti collaboratori, per coprire una voragine che anche il commissario Sinatra aveva evidenziato.

Ha richiamato i suoi consiglieri all’ordine chiedendo loro di serrare le fila ed inghiottire l’ennesima polpetta avvelenata dei debiti fuori bilancio che spuntano come funghi!

A chi, come noi, sosteneva la necessità del rigore amministrativo per venire a capo delle emergenze è stato appioppato l’aggettivo di “sobillatori”, ma questo rimane titolo qualificante  in un contesto di  ignavi .

Oggi l’unica soluzione che lei trova per venire a capo della situazione è minacciare i rappresentanti della collettività (e quindi la collettività stessa) con la concreta possibilità che il Comune di Messina vada incontro al dissesto finanziario e con esso tutto il poco che resta dell”economia  messinese.

Già durante la campagna elettorale, quando una delle forze politiche che oggi la sostiene aveva auspicato tale eventualità, avevamo ribadito con forza che “è meglio un pessimo sindaco di un ottimo commissario.

Continuiamo ad esserne convinti ed a fronte di un dissesto che manterrebbe comunque in grossa parte privilegi e stipendi all’amministrazione comunale (che sicuramente chi sarebbe costretto a pagarne  le gravi conseguenze in termini economici ed occupazionali  non potrebbe capire, con gravi rischi per l’ordine pubblico), sarebbe meglio una severa politica contro gli sprechi, che mi sembra non sia stata ancora attuata in termini di missioni, arredi, difesa del comune contro ricorrenti etc, e le chiediamo, prima di farsi tentare dal dissesto, di varare un “governo di salute pubblica” con dentro tutti i “big” della politica nostrana senza guardare al colore politico, partendo dall’onorevole Briguglio passando dal senatore D’alia fino ad arrivare all’onorevole Genovese, all’onorevole Lo Monte, all’onorevole Crimi, all’onorevole Garofalo e al senatore Nania, al senatore Scilipoti, all’on. Germanà, in modo tale da poter ricevere un aiuto concreto come Catania, che ha avuto il solo merito di avere un politico come l’onorevole Lombardo capace di attrarre risorse,  un finanziamento di  almeno  140 milioni di euro, più la restituzione dei milioni di euro  maldestramente sottrattici con l’abolizione dell’ici  nel silenzio generale.

Pertanto tutti i nostri titolati attori politici si spostino dai salotti buoni romani e scendano in prima persona nei luoghi dove raccolgono i voti, non più personali visto che il balordo sistema elettorale prevede deleghe in bianco sulla base delle indicazioni dei signorotti più potenti che gestiscono il potere centrale.

Si sforzino di meritare quella fiducia  che in verità non è più rivolta a loro ma ad un simbolo piuttosto che ad un pifferaio magico.

Una fiducia che ogni volta è speranza ma che puntualmente si è rivelata tradimento!

f.to Fabio D’Amore

Candidato Sindaco Risorgimento messinese