Un omaggio che ci è stato fatto da una testata che è libera e rappresenta i messinesi onesti: 

(Dalle news del quotidiano telematico IMGpress del 24/05/2008)

L’indice sulla libertà economica di Messina ci riconferma verità sgradevoli, che una comunità di volubili, com’è la nostra città da bere, oblierebbe volentieri. Siamo nel confine preciso tra quello che potrebbe essere Messina se solo fossimo amministrati da una classe dirigente illuminata e quella che purtroppo è, grazie ai commissariamenti eterni della politica indecente.La gente di Messina però ha una grossa opportunità: dare una svolta a questa imbarazzante discesa verso il basso indicando una preferenza sulla scheda utile e perbene. Un voto che sia senza conflitti d’interesse. Una squadra di assessori capaci e non vagabondi e soprattutto un programma di sviluppo serio e credibile. Detta così sembra voler chiedere la luna ai soliti noti che da decenni si spartiscono il bottino pubblico. Perché non è credibile colui che parla di progresso e interessi dei cittadini - pensieri per carità nobili - partoriti però dopo decenni di sfruttamento delle risorse economiche e finanziarie di Messina. E’, se ci permettete, una filosofia sociale a dir poco stravagante: avere ormai più camerieri che lavoratori è una crescita della quota per famiglia che surclassa quella dei salari. Giacché il fine della politica dello Stretto sarà uno: redistribuire solo alle caste economiche il flusso di denaro pubblico. Dunque si andrà al voto di giugno sapendo che una svolta va data onde evitare la dittatura in materia economica e di libero accesso alle professioni. Tra i tanti candidati a sindaco fin qui il miglior programma sembra quello di Fabio D’Amore di Risorgimento Messinese. Ci piace perché il suo progetto per Messina è il più vicino alla gente e alle cosiddette fasce di traino che sono poi i commercianti, gli operatori economici, i professionisti. Ma come detto non dimentica i bisogni della gente umile. Non li dimentica non per fare un cammeo alla Sinistra, ma perché D’Amore sa bene che senza un sostegno anche a quelli meno ricchi non si andrà da nessuna parte. E’ inutile parlare di parchi hollywooddiani quando i messinesi non appartenenti al circo lobbistico non possono permettersi neppure un cinema. Giacché il debito con le finanziarie e gli istituti di credito del messinese medio cresce qualcuno degli altri candidati più sopravvalutati dovrebbe spiegare ai messinesi come potranno permettersi gli alberghi di lusso e i giochi circensi se non hanno euro a sufficienza per pagare i debiti contratti. Faranno tutti i bigliettai della Caronte o venderanno arancini nel tempo libero per sanare il bilancio? E, allora, quante notti insonni di poveri economisti? Di questo ovviamente nei discorsi di Francantonio Genovese e Giuseppe Buzzanca non sentirete parlare. Perché loro vi racconteranno di piani di sviluppo a sette se non otto stelle, di cascate d’oro sullo Stretto da qui a dieci anni e di prospettive rosee per chi darà loro il voto. Chiacchiere. Se viene eletto FabioD’Amore con Carmelo Briguglio al suo fianco in effetti, temiamo, banchieri e affaristi farebbero meglio a riporre le loro speranze nelle case da gioco di Saint Marteen. Quelle sì dotate di argomenti più solidi di alcuni analisti, vittime spesso malintese tra il bene e il male. E non bastasse la decenza a farci propendere nel dare fiducia a Fabio D’Amore, ecco nelle squadre fin qui portate alla ribalta a togliere ogni dubbio. Se quella di Genovese è quanto meno sufficiente, quella di Buzzanca è impresentabile, offensiva e vecchia nei modi e nei contenuti. Una squadra che è un Jurassic Park della messinesità di una volta. Un modo di pensare la politica che non porterà la città da nessuna parte. L’esatto opposto di quanto serve alle famiglie messinesi.

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