UN “NO” CHIARO E PREVENTIVO ALLA DESTINAZIONE “PARTIME”
DEL PALACULTURA DI VIALE BOCCETTA
Messina - Conclusa la tornata elettorale, che poco o nulla ha visto in primo piano i problemi della comunità messinese, presentiamo all’attenzione di quanti hanno a cuore la nostra città la questione degli “spazi” culturali e dell’identità perduta post-terremoto.In queste tematiche rientra certamente la “destinazione d’uso” del Palazzo della Cultura di viale Boccetta (ormai in fase di ultimazione) e la sconfortante notizia riguardante la possibilità che parte di questa struttura possa ospitare uffici e servizi comunali, in deroga al progetto iniziale che vedeva il “PalaBoccetta” come un grande contenitore di “momenti” per i giovani (con una biblioteca finalmente degna di una città metropolitana) e sale gratuite per le associazioni culturali, con adeguate strutture per poter ridare a Messina la dignità, anche intellettuale, forzosamente perduta per l’ignavia degli ultimi “governanti”.Il timore di Risorgimento messinese è che la richiesta, da parte di alcuni funzionari del Comune di Messina delle planimetrie descrittive dei locali del Palacultura, in particolare quelle con paratie mobili, sia l’anticamera per l’acquisizione pressoché totale della nuova struttura.Non vorremmo che con la scusa della riduzione dei fitti passivi, oggi pesantemente a carico delle casse di Palazzo Zanca (si parla di qualcosa come 5 milioni di euro “bruciati” annualmente per l’indisponibilità di locali di proprietà) si proceda ad un nuovo esproprio, a danno dei cittadini, di un bene nato per dare risposte definitive alle legittime aspettative “culturali” dei messinesi.Sull’argomento vigiliamo perché a nostro avviso sono ben altre le modalità per risolvere il problema dei locali da dedicare alla macchina amministrativa. Noi proponiamo il progetto di un vero “centro direzionale”, comprensivo di tutti i servizi al cittadino e che disponga di un numero di posteggi adeguati ad accoglierlo degnamente.
Bisogna solo avere coraggio e non continuare a cercare soluzioni “tampone”, spostando altrove il problema, per poi ripercorrere le strade sbagliate degli affitti di locali, molto spesso inadeguati, allo scopo esclusivo di favorire gli amici di turno.
RISORGIMENTO MESSINESE
Questo articolo è stato pubblicato
il 16 Aprile 2008 alle 3:05 pm ed è inserito nella categoria Messina, Politica.
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4 Maggio 2008 at 12:08 am
Il comune,proprietario di aree ed immobili vari provveda a farsi finanziare per la costruzione di un centro direzionale altrove.Potrebbe utilizzare l’area del “parcheggio” sottolivello stradale di via La Farina che come tale è scarsamente utilizzato.