Carmelo Santalco ha dichiarato al notiziario telematico Tempo Stretto: « …il commissario Sinatra deve rendersi protagonista di un gesto di grande responsabilità nei confronti della città. Deve fare chiarezza e dire esattamente qual è la situazione finanziaria del Comune, informando i messinesi ma anche i partiti. In questo momento di campagna elettorale, infatti, si fanno programmi e si assumono impegni cui, con una situazione così deleteria e disastrosa, non si potrebbe far fronte. Non si può correre il rischio che chi amministrerà la città si ritrovi con l’alibi di non poter attuare i programmi a causa della condizione economica del Comune. Il commissario, dunque, decida come affrontare questa situazione, se sia il caso di tentare una drastica “cura dimagrante” oppure dichiarare il dissesto finanziario».
Ho leto più volte questa “strana” dichiarazione del segretario Comunale dell’UDC e ne sono rimasto veramente esterrefatto.
D’accordissimo con lui quando parla di drastica cura dimagrante, che è parte fondamentale del mio programma, ma al dissesto finanziario non si dovrebbe neppure pensare.
Non capisco veramente dove voglia arrivare l’amico Santalco che sembra affermare - come già sottolineato qualche giorno fa da Gianpiero D’Alia - la città va dichiarata “fallita” e benvenga il dissesto finanziario perché, diversamente il nuovo Sindaco non potrà attuare il programma ed aggiungo io: così non ci sarà alcun Sindaco fino a quando non avremo recuperato posizioni.
Ma, posto che non è detto che le posizioni vengano recuperate (si potrebbe anche peggiorarle) noi diciamo: ben venga il nuovo Sindaco, che faccia finalmente piazza pulita di tutti i costi inutile e soprattutto affronti da messinese le emergenze della città.
Ma lo sanno i santalchiani e i d’aliani o d’alisti, o chi diavolo ancora spinge per la soluzione del dissesto finanziario, cosa significa arrivare a questa ipotesi estrema di commissariamento prolungato di Messina?
Ma si pongono il problema della fine degli industriali, degli imprenditori e di quanti dovremmo invece incentivare ad investire a Messina per non decretare il de profundis della città?
Non pensano al tracollo di quanti, fino a ieri, li affiancavano e sostenevano e che potrebbero dichiarare bancarotta o cambiare città?
Suvvia, pensano veramente che pur di non far disputare un’elezione per loro in salita si possano sacrificare 250.000 messinesi?
Pensano veramente che di fronte a questo ennesimo scempio staremo a guardare i loro tristi giochetti partitici?
Noi lo sappiamo bene che in questo momento nessuno vuole bere l’amaro calice della candidatura a Sindaco.
Si tratta per molti papabili di una discesa in campo - come ormai si usa dire - vissuta più come un fastidio piuttosto che un onore.
In fondo, si saranno detti, se arrivasse la dichiarazione di dissesto potremmo goderci veramente le comode poltrone palermitane o romane.
Così il vero problema dei politici messinesi non sarebbe più un problema: tutto sarebbe risolto alla radice, niente più amministrazione comunale e chi se ne frega se i messinesi che producono saranno costretti a scappare da questa città.
E’ questo l’amore sbandierato ai quattro venti per Messina, è questo l’interesse che li spinge a scendere in campo, è cosi che si vuole guarire il malato ? Con l’eutanasia?
No “signori”, pensate veramente (prima di tutto) a Messina. Ma veramente, perché a questa città avete già succhiato tutto il sangue ed anche le ossa ed i muscoli sono ormai allo stremo.
Noi, lo promettiamo, non staremo a guardare.
Questo articolo è stato pubblicato
il 25 Febbraio 2008 alle 10:17 pm ed è inserito nella categoria Messina, Politica.
Puoi seguire gli sviluppi di questo articolo con i feed RSS 2.0.
Puoi Scrivere un Commento, o fare il trackback dal tuo sito internet.