Chi vuole il male della città si augura il dissesto finanziario… ovvero la fine di Messina!

25 Febbraio 2008 da admin

Carmelo Santalco ha dichiarato al notiziario telematico Tempo Stretto: « …il commissario Sinatra deve rendersi protagonista di un gesto di grande responsabilità nei confronti della città. Deve fare chiarezza e dire esattamente qual è la situazione finanziaria del Comune, informando i messinesi ma anche i partiti. In questo momento di campagna elettorale, infatti, si fanno programmi e si assumono impegni cui, con una situazione così deleteria e disastrosa, non si potrebbe far fronte. Non si può correre il rischio che chi amministrerà la città si ritrovi con l’alibi di non poter attuare i programmi a causa della condizione economica del Comune. Il commissario, dunque, decida come affrontare questa situazione, se sia il caso di tentare una drastica “cura dimagrante” oppure dichiarare il dissesto finanziario».

Ho leto più volte questa “strana” dichiarazione del segretario Comunale dell’UDC e ne sono rimasto veramente esterrefatto.

D’accordissimo con lui quando parla di drastica cura dimagrante, che è parte fondamentale del mio programma, ma al dissesto finanziario non si dovrebbe neppure pensare.

Non capisco veramente dove voglia arrivare l’amico Santalco che sembra affermare - come già sottolineato qualche giorno fa da Gianpiero D’Alia - la città va dichiarata “fallita” e benvenga il dissesto finanziario perché, diversamente il nuovo Sindaco non potrà attuare il programma ed aggiungo io: così non ci sarà alcun Sindaco fino a quando non avremo recuperato posizioni.

Ma, posto che non è detto che le posizioni vengano recuperate (si potrebbe anche peggiorarle) noi diciamo: ben venga il nuovo Sindaco, che faccia finalmente piazza pulita di tutti i costi inutile e soprattutto affronti da messinese le emergenze della città.

Ma lo sanno i santalchiani e i d’aliani o d’alisti, o chi diavolo ancora spinge per la soluzione del dissesto finanziario, cosa significa arrivare a questa ipotesi estrema di commissariamento prolungato di Messina?

Ma si pongono il problema della fine degli industriali, degli imprenditori e di quanti dovremmo invece incentivare ad investire a Messina per non decretare il de profundis della città?

Non pensano al tracollo di quanti, fino a ieri, li affiancavano e sostenevano e che potrebbero dichiarare bancarotta o cambiare città?

Suvvia, pensano veramente che pur di non far disputare un’elezione per loro in salita si possano sacrificare 250.000 messinesi?

Pensano veramente che di fronte a questo ennesimo scempio staremo a guardare i loro tristi giochetti partitici?

Noi lo sappiamo bene che in questo momento nessuno vuole bere l’amaro calice della candidatura a Sindaco.

Si tratta per molti papabili di una discesa in campo - come ormai si usa dire - vissuta più come un fastidio piuttosto che un onore.

In fondo, si saranno detti, se arrivasse la dichiarazione di dissesto potremmo goderci veramente le comode poltrone palermitane o romane.

Così il vero problema dei politici messinesi non sarebbe più un problema: tutto sarebbe risolto alla radice, niente più amministrazione comunale e chi se ne frega se i messinesi che producono saranno costretti a scappare da questa città.

E’ questo l’amore sbandierato ai quattro venti per Messina, è questo l’interesse che li spinge a scendere in campo, è cosi che si vuole guarire il malato ? Con l’eutanasia?

No “signori”, pensate veramente (prima di tutto) a Messina. Ma veramente, perché a questa città avete già succhiato tutto il sangue ed anche le ossa ed i muscoli sono ormai allo stremo.

Noi, lo promettiamo, non staremo a guardare.

Caos calmo, per noi Messina Über alles

19 Febbraio 2008 da admin

Nonostante il disgusto, coerenza vuole che dica qualcosa (metto le mani avanti non sarà di sinistra…) sulla caotica situazione politica cittadina.

Ho scritto, qualche “post” fa, delle motivazioni che mi hanno spinto a lasciare il gruppo politico dell’amico Giampiero D’Alia, adducendo il suo disimpegno nei confronti della città.

Alla luce degli ultimi avvenimenti non posso che confermare la sensazione di forte disinteresse per Messina da parte dell’Udc peloritana.

Un disinteresse avvertito più volte durante il mio mandato di presidente del Consiglio comunale e peraltro reso ancora più tangibile dagli avvenimenti di questi ultimi giorni.

Non penso di dire “baggianate” quando affermo che, solo dopo il precipitare della situazione su scala nazionale, una certa parte politica si è sentita in dovere di esporsi in prima persona per il “bene” del nostro territorio.

Francamente questo improvviso amore mi sembra figlio più della necessità piuttosto che della reale volontà di tutelare Messina e mi dispiace dirlo: vedo che in molti stanno ancora una volta utilizzando la nostra “casa comune” come merce di scambio.

Per me la priorità rimane la mia terra, intesa come momento di crescita collettiva e non svendo il patrimonio di fiducia che in tanti mi hanno dimostrato.

Confermo quindi che offrirò la mia candidatura alla guida della città perché credo nella possibilità di risorgere della antica “Zancle” e di tutti coloro che la amano veramente.

In molti hanno cercato di cogliere la palla al balzo dando per morto il nostro progetto: mi dispiace posso assicurare che siamo in tanti a volere Messina “Über alles”… ma non a parole o sui manifesti!